Trinci Caffè – Intervista a Tobia Trinci

Tobia Trinci, figlio di Andrea Trinci, racconta la storia di Trinci Caffè e come ha deciso di unirsi all’azienda di famiglia pur essendo un appassionato di matematica.

A soli 24 anni, ancora studente all’università, Tobia decide di entrare nell’azienda di famiglia e seguire il papà nel mondo del caffè. A differenza del titolare Andrea, Tobia si occupa di progetti futuri e collaborazioni all’estero.

Potrebbe descrivermi la storia di Trinci Caffè?

La mia famiglia lavora nell’ambito del caffè dal 1939, quando mio nonno decise di aprire a Firenze un piccolo spazio dedicato alla vendita di caffè. A soli 14 anni, mio papà decide di unirsi a mio nonno, e inizia a lavorare anche lui in questo ambito. Dopo questo primo contatto con il mondo del caffè mio papà diventa sommelier. Anche se era diventato esperto di vino, poco dopo si rese conto che se riusciva ad assaggiare e comprendere i diversi aromi del vino, perché non quelli del caffè? Ha sempre avuto infatti una passione per il mondo culinario (cibo e bevande). Intorno al 2002, innamoratosi del piccolo paesino Cascine di Buti (Pisa), decise di aprire una vendita al dettaglio di caffè, con una tostatrice molto piccola. In quegli anni, e fino a soli due anni fa, Andrea tostava con una macchina a legna, quindi con un metodo assolutamente artigianale. Dedicava molto tempo ed attenzione alla lavorazione a legna, dato che nessun procedimento era automatizzato, e quindi ogni passo doveva essere regolato da lui. Pur essendo una lavorazione particolarmente “poetica”, non era efficiente a lungo andare. Inoltre, il legno non aggiungeva alcun aroma o sapore particolare al caffè, e quindi decidemmo di passare al metano. Abbiamo anche deciso di cambiare tostatrice perché quella a legna non dava la possibilità di far replicare il lavoro ad altri; per realizzare del buon caffè con una macchina così, bisognava avere molta esperienza nel campo. Da quel nuovo inizio come piccola bottega, siamo cresciuti e la vendita si è estesa a ristoranti e perfino all’estero. Ad oggi, almeno il 60% delle vendite di Trinci Caffè è all’estero. Vendiamo in molti paesi Europei, soprattutto in Francia e in Germania. Infatti, siamo soci di una società di vendita a Parigi, Itinéraire du Bon Vivant, che rivende i nostri prodotti a diversi ristoranti.

Potrebbe spiegarmi come funziona la vostra tostatrice?

Per tostare i chicchi di caffè, utilizziamo una macchina moderna a metano. Il vantaggio maggiore che ha questo tipo di procedimento, è che il prodotto ha una qualità costante. Infatti, una volta salvata la curva di tostatura per quel tipo di caffè, si può replicare in automatico (cosa che non accadeva dieci anni fa con la macchina a legna). Infatti, quando ancora tostavamo con quella a legna, lo svantaggio maggiore era che mio papà doveva sempre essere estremamente attento, non poteva distrarsi e doveva controllare costantemente il caffè, dato che non c’era modo di fissare la curva. Oggi non deve più seguire le singole tostature; studiata la prima, il gioco è fatto.

Ho visto nel sito che vendete anche cioccolato. COm'è nata questa iniziativa?

Sinceramente non gliene ho parlato prima perché lo reputo solo un hobby di mio papà. Infatti, il sabato e la domenica va a fare il cioccolato, potendo liberare la sua vena artistica. Attualmente viene prodotto solamente su richiesta di amici e clienti affezionati.

come commercializza i suoi prodotti?

Per fortuna e per sfortuna non abbiamo molti commerciali all’interno del nostro network; solo in toscana e come le ho detto la società in Francia. Posso dire che siamo sempre stati agevolati con la clientela; non so come, ma sono sempre arrivati da soli. Probabilmente con il passaparola, la nostra crescita è stata totalmente organica, tranne in Francia con la collaborazione con l’altra azienda. In Italia i nostri clienti sono quasi tutti ristoranti e, all’estero, oltre ai ristoranti abbiamo anche dei rivenditori. Posso dire che siamo fieri di servire degli ottimi locale e ristoranti.

che significato ha il mondo delle bevande calde per lei nella sua vita?

Ci sono nato. Ho sempre visto mio papà lavorare qua, e anche mia mamma lo ha sempre aiutato. Sono stato abituato, fin da piccolo, a bere caffè rigorosamente senza zucchero e apprezzarne l’aroma. La passione per il mondo del cibo e delle bevande è sempre stata presente nella mia famiglia. Io però personalmente, ho sempre visto il caffè come un lavoro, mentre la matematica come una soddisfazione personale. Ho anche fatto le olimpiadi! Sono comunque due tipi di soddisfazioni diverse, con l’attività del caffè, c’è molto più spazio per la crescita.

Qual è l'aspetto di trinci caffè che preferisce di più?

Da quello che mi dice mio papà, la parte che preferisce è il procedimento di tostatura. Ama anche fare il cioccolato, come le ho detto, esprime la sua parte artistica mentre crea questo prodotto. La parte da cui si sta allontanando sono invece gli aspetti più amministrativi e la gestionel del rapporto con i clienti, per alleggerire l’enorme volume di lavoro che gestisce attualmente. Ogni mattina si sveglia alle 5 e torna a casa alle 21. Questo è il motivo per cui sono entrato io, per aiutarlo, e togliere a lui alcuni aspetti che ormai, anche per la sua età, possono pesare.

Una frase che vi identifica per concludere?

"Per la nostra filosofia aziendale sono parimenti importanti le due specie di caffè arabica e robusta. È poi grazie all'arte del produttore, regolando il grado di tostatura e le proporzioni nella miscela, che se ne ottiene un prodotto eccellente"

Per saperne di più sulla torrefazione Trinci Caffè, si può visitare il sito: http://www.trincicaffe.it

Ringraziamo di cuore Tobia Trinci per averci consentito questa intervista e gli auguriamo di poter contribuire in modo eccellente all’azienda di famiglia!

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