SCA Italy – Intervista ad Alberto Polojac

Alberto Polojac, Coordinatore Nazionale del Chapter Italia della Specialty Coffee Association, racconta la storia dell’associazione e come la passione per il mondo del caffè l’ha portato a lavorare in questo campo. Con la sua attività principale, Alberto si occupa del controllo di qualità del caffè verde all’interno della sua azienda. Inoltre, dedica il suo tempo alla formazione, dirigendo una sua scuola di formazione professionale. Nello specifico, si occupa di corsi sulla tostatura, l’analisi sensoriale e l’analisi del caffè verde. Infine, si è recentemente inserito nella SCA come Coordinatore Nazionale.

Potrebbe descrivermi l'attività della SCA e com'è nata l'iniziativa?

SCA Italy fa riferimento alla Specialty Coffee Association, che nasce dalla fusione di SCAE (Specialty Coffee Association Europe) e SCAA (Specialty Coffee Association of America), che nel 2017 hanno dato vita a questa entità unica. La SCA nasce prima in America, durante i primi anni del 1980, e poi in Europa, nel 1998. L’associazione di per sé, nasce con l’idea di promuovere e valorizzare gli specialty coffee, principalmente per un discorso di qualità, tracciabilità e sostenibilità dei prodotti. Per riuscire in questa missione, la SCA svolge numerose attività che riguardano sostanzialmente due macro aree: la formazione e gli eventi/gare. L’obbiettivo principale è quello di incrementare la consapevolezza e far comprendere al pubblico in che modo si distingue uno specialty coffee, spiegando che questo prodotto ha una ritualità e una profonda conoscenza della materia prima. Il Chapter italiano, oltre a coinvolgere i membri sui temi della formazione e delle competizioni, svolge un po’ da “collante” all’interno della community creata grazie alla SCA. Svolgiamo delle attività parallele, come ad esempio la partecipazione a festival inerenti, supporto alla realtà del barista ed agli operatori del settore in generale. Tutto questo accade grazie alla nostra interazione con altre associazioni con le quali condividiamo importanti valori: il caffè non viene consumato esclusivamente per l’apporto energetico, ma soprattutto per l’aspetto gustativo organolettico. Non è semplicemente la prima sveglia del mattino, ma una bevanda che accompagna durante tutta la giornata.

QUali sono i vantaggi che i soci possono vantare iscrivendosi alla SCA?

Questa domanda mi viene posta spesso. Noi non siamo un’associazione a scopo di lucro e per questo, auspichiamo che chiunque voglia farne parte, non lo faccia semplicemente per godere di benefici concreti ed immediati ma piuttosto perché si riconosce nei valori che promuoviamo. Ovviamente, chi è socio ha accesso ad alcuni vantaggi, ma lo scopo principale della SCA è quello di creare una community forte e coesa, che condivide la stessa filosofia di qualità e di rispetto della filiera dello specialty coffee.

Diciamo che iscriversi alla SCA vuol dire aderire ad un circolo: non si hanno vantaggi economici, i vantaggi sono relativi alla crescita di una comunità basata su valori e principi specifici e quindi dell’intero settore. L’obbiettivo è quello di diffondere l’idea che il caffè è un prodotto da valorizzare, e non semplicemente da consumare distrattamente.

Parlando dei benefici materiali, anche se passano in secondo piano, come ho spiegato prima, i soci hanno la possibilità di partecipare a fiere ed eventi o avere accesso a contenuti e materiali che servono per svolgere meglio la propria attività. Queste informazioni però, sono per la maggior parte pubbliche, quindi anche i “non soci” possono accedere. Altri benefici possono riguardare la possibilità di partecipare alle diverse attività che l’associazione svolge per ciascuna categoria di associato: argomenti che interessano la materia prima, i torrefattori, gli spedizionieri, i baristi ecc. Ognuno di questi attori ha esigenze diverse, ed è per questo che cerchiamo di soddisfare tutti attraverso eventi specifici.

Qual è, a parere suo, il campionato più interessante da seguire?

Prima di rispondere a questa domanda, vorrei fare una breve introduzione al mondo dei campionati all’interno della SCA. Questi ultimi sono una delle componenti più importanti per arrivare al pubblico, per far comprendere la complessità del settore e valorizzare il prodotto dandogli dignità ed importanza. Quello che cerchiamo di fare, è spiegare che per il caffè non esiste un prezzo imposto. Da anni infatti cerchiamo di batterci per far capire che il caffè non può avere un prezzo fisso, ma dipende dalla materia prima scelta dai baristi, dal modo in cui è stata lavorata e dalle skills impiegate per trasformarla in bevanda.

Comunque, i campionati sono tutti molto importanti secondo me, ce ne sono molti e di diversi, perché la proposta è differente. Variano dalla semplice caffetteria, alle diverse preparazioni dell’espresso, alle competizioni d’assaggio, di tostatura ed altre. Insomma, per ogni competenza c’è una competizione specifica.

Quella più divertente da seguire secondo me è quella di assaggio (Cup Tasters), dove competono diversi assaggiatori, e la gara risulta abbastanza rapida, veloce, e divertente da guardare. Ci sono altre competizioni che possono variare dai 10/15 minuti per quelle di caffetteria, ad alcune che durano anche giorni… come quelle di tostatura e latte art.

 

Che significato ha il mondo delle bevande calde per lei nella sua vita?

Ovviamente questo mondo rappresenta una parte fondamentale della mia vita, diciamo che fa parte dell’imprinting genetico dell’attività di famiglia. Stranamente però, mi sono appassionato ed avvicinato di più al mondo del caffè in età più adulta, pur essendo nato in uno dei porti principale per lo scambio di caffè verde. Una volta che questa passione è nata però, ha preso il sopravvento su tutto il resto. Io mi riferisco al caffè ovviamente, non a o tisane. Inoltre, avendo poi appreso diversi metodi di estrazione e preparazione del caffè, questo prodotto è sempre presente nella mia quotidianità, da qualche preparazione per aperitivo, alla cucina… non manca mai.

Qual è l'aspetto del suo lavoro che preferisce di più?

La prima cosa che mi viene in mente quando penso al mio lavoro, è la sua varietà, e tutte le diverse cose che faccio giornalmente. È proprio questo l’aspetto dell’attività che preferisco. Io mi occupo di importazione, approvvigionamento, logistica, la parte burocratica che non manca mai, la parte formativa ecc. Ed è bello per questo il nostro settore, diciamo che difficilmente ci si annoia. Ti faccio un esempio pratico. L’attività del barista comprende tantissimi aspetti che le persone non si immaginano nemmeno. C’è l’aspetto della creazione del menù, banalmente la comunicazione, l’approccio con il cliente ecc. Noi cerchiamo sempre di valorizzare il ruolo del barista, perché l’approccio il più delle volte è sbagliato. Le persone pensano sia solo un lavoro secondario, a scopi solamente economici, mentre in realtà serve professionalità, sacrificio, pazienza, e tanto studio. È un lavoro che va nobilitato, e noi alla SCA cerchiamo di fare questo. Se devo trovare qualcosa che non mi piace, è proprio questa ignoranza che è presente nel mondo del caffè. C’è una scarsa considerazione data a questo prodotto. Io mi sento un privilegiato quando ho l’opportunità di andare nei paesi di produzione e toccare con mano la materia prima, dunque, quando le persone svalutano il grande lavoro che trasforma una pianta o un frutto in una bevanda, mi indispone e infastidisce. Non mi piace affatto quando vedo il mio prodotto trattato come se fosse un accessorio, non mi piace la scarsa preparazione e l’ignoranza su molte attività.

Una frase che vi identifica per concludere?

"La frase che mi piace utilizzare per descrivere qual è il mio progetto per la SCA è “Connect the dots” (unire i puntini). Non solo con riguardo alla filiera, ma anche alle realtà associative del settore del caffè, unire i puntini vuol dire promuovere uno spirito di aggregazione verso l’esterno con associazioni che hanno valori in comune con i nostri. Noi vogliamo valorizzare il caffè, e anche se in questo periodo saranno per lo più delle connessioni virtuali, sono pur sempre delle connessioni."

Ringraziamo di cuore Alberto Polojac per l’intervista. Speriamo che in un futuro potremmo collaborarare ancora per continuare a valorizzare gli Specialty Coffee, e far comprendere al pubblico che il caffè è un prodotto di valore, e non da uso comune.

Noi di Sensaterra teniamo molto a cuore l’associazione SCA! Per scoprire ed acquistare diversi Caffè Specialty, si può visitare il nostro sito!

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