Prima Infusione: Le storie dei Tea Lovers

Jurga Po Alessi, fondatrice del blog Prima Infusione, racconta come la cultura del suo paese di nascita le ha aperto le porte al mondo del tè, e come esperienza e passione l’hanno portata ad aprire il suo blog dove parla con i Tea Lovers.

Qual è stato il suo primo approccio al tè?

La mia passione per il tè nasce nella cucina di mia mamma, in Lituania, paese dove sono cresciuta e dove ho vissuto fino ai 25 anni. La cultura del tè lì c’è sempre stata, insieme ai negozi specializzati e alle tea room che offrivano tè preparato a regola d’arte. Trasferirmi in Italia, nel 2006, è stato un downgrade pesante, a livello di tea experience. Infatti quando mi capitava di esaurire le scorte di kukicha e tie guan yin e il viaggio a Vilnius si prevedeva ancora lontano, preferivo soffrire l’astinenza piuttosto che bere quel anonimo infuso in bustina. Questo limbo è durato fino al 2011 circa, quando ho conosciuto Francesca Natali, fondatrice di uno dei primi negozi di specialty tea a Milano, Arte del Ricevere. È stata lei a condurmi nell’affascinante mondo del tè aprendo le porte del suo negozio e della sua immensa tea library, con volumi in francese, inglese, italiano.  

E perchè ha deciso di aprire il blog Prima Infusione?

Per ribellione, per nostalgia, ma soprattutto per passione. Gli anni in Arte del Ricevere sono stati per me un vero e proprio Master in tè, trascorso bevendo foglie pregiate, studiando libri bellissimi, scrivendo articoli per il blog aziendale e vendendo miscele e storie ai clienti, che le apprezzavano entrambe in egual modo. E che spesso ricambiavano con le loro storie, tra le più crazy mi ricordo quella di un appassionato degli sheng (tè puer verdi detti “crudi”) che acquistava da noi quintali di mini tuocha per bere e per… tingere le sue camicie di color khaki. Ecco, il secondo “perché” del mio blog è proprio questo: la nostalgia di quei momenti, di quelle storie che si raccontavano. Raramente ti capita di trovarle nei libri, mentre la vita reale te ne regala a iosa, basta saper ascoltare. Il terzo motivo che mi ha spinto ad aprire il blog è stato un gesto di ribellione: ribellione a quella cultura del monopolio del “sapere teino” che si respirava a Milano in quegli anni. I pochi negozi di tè che c’erano, custodivano il loro know how manco fossero stati i coltivatori cinesi di Da Hong Pao nell’epoca delle guerre dell’oppio. Un vero peccato! Così, quando nel 2016 la mia tea story in Arte del Ricevere si è conclusa, ho sentito voglia di continuare a condividere la mia passione con altre persone. Stavolta però potevo farlo senza alcun scopo di marketing o d’interesse particolare, solo per la pura gioia di storytelling. Così è nato Prima Infusione.

Qual è l'aspetto più gratificante delle Tea Talks?

Le Tea Talks sono la rubrica più importante all’interno del blog. L’iniziativa è nata su e grazie a Instagram. Il tè è sempre stato presente su questo social, essendo un prodotto molto fotogenico e instagrammabile – grazie ai suoi mille colori e forme, ai suoi riti e accessori e persino all’esotico fascino della sua lavorazione. Ma come recita il detto, la bellezza è racchiusa nell’occhio di chi guarda. Senza lo sguardo innamorato del Tea Lover, il tè altro non sarebbe che una manciata di foglie raggrinzite. È stata questa la scintilla che ha acceso Tea Talks, la voglia di sentire e raccogliere le voci e le storie dei Tea Lovers. Le interviste si ispirano al concetto giapponese di Ichigo Ichie (一期一会, letteralmente “un momento, un incontro”), ovvero all’idea che ogni incontro è un evento unico nella vita. È per questo che ci tengo, o perlomeno ci tenevo prima del Covid, a incontrare le persone che intervisto. Non so se l’ichigo ichie virtuale possa sostituire quello reale. Non ne sono certa. Un amico poeta mi diceva di recente che quello che più gli manca in questo momento sono frammenti di conversazioni sentite per caso, di sfuggita, per strada o al bar. Le conversazioni, la spontaneità, il contatto vivo che quegli ichigo ichie mi hanno regalato sono sicuramente l’aspetto più gratificante delle Tea Talks.

Ho visto che all'interno di Prima Infusione ci sono diverse ricette di tè... qual è la sua preferita?

Non ho una ricetta preferita ma un ingrediente che mi diverte: la polvere del tè matcha. Si presta a qualsiasi interpretazione, da quella dolce a quella salata. Il mio più recente esperimento di tè in cucina è matchamisù, il classico tiramisù rivisitato al matcha (ho seguito la ricetta di Csaba della Zorza, tratta dal suo ultimo libro, The Modern Cook). Un’altra ricetta che amo in questo periodo dell’anno è il matcha viennese, ovvero il cappuccino al tè verde con panna montata al posto del latte. Spaziale!

Che libri consiglerebbe ad un Tea Lover?

Di libri sul tè ce ne sono tantissimi, ci vorrebbe un’intervista a parte. Tra i volumi italiani più interessanti citerei Tea sommelier. Viaggio attraverso la cultura e i riti del tè (2013) di Gabriella Lombardi. Ricco di informazioni e spunti è anche il recentissimo La finestra sul tè (2020) di Nicoletta Tul. Quelli però che ho apprezzato di più in questi anni sono Il tè. Verità e bugie, pregi e difetti di Gianluigi Storto e Infused. Adventure in tea di Henrietta Lovell, fondatrice di Rare Tea Company a Londra. Il primo è del 2006 e forse non è più reperibile (avevo trovato una delle ultime copie da Peter’s Tea House qualche anno fa). È denso di informazioni, ricerche scientifiche, miti e leggende, ed è, a mio avviso, un libro che anticipa tutta quella passione per il tè che negli anni è sbocciata in Italia e che oggi si respira ovunque, compreso Instagram. Infused di Henrietta Lovell, invece, è molto più recente (del 2019). L’ho adorato sin dalle prime pagine. Scritto in prima persona che si distingue per una voce autentica e unica e per il suo inconfondibile senso dello humour, racconta le mille avventure di questa affascinante Tea Lady. Mi ha fatto pensare, a tratti, alla storia di Robert Fortune, il celebre botanico scozzese che rubò i semi e i segreti del tè alla Cina, raccontata in For All the Tea in China: How England Stole the World’s Favorite Drink and Changed History (2009) di Sarah Rose. Insomma assolutamente da leggere, e da provare le fantastiche ricette di tea cocktails di Henrietta!

Una frase che identifica Prima Infusione per concludere?

"The world of tea seen by Tea Lovers"

È quella che ho scelto come payoff del blog: Il mondo del tè come lo vedono e raccontano gli appassionati. Mi piace pensare a questo mondo come un universo eclettico e variopinto, fatto di storie infinite e approcci più svariati, da quello ultra sofisticato a quello più basico. Sono tutti validi, perchè dietro c’è la passione.

Per saperne di più sul blog Prima Infusione, si può visitare il sito: https://primainfusione.com/

Ringraziamo di cuore Jurga Po Alessi per averci spiegato i format giapponesi, per i consigli di lettura e cucina!

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